WWF: il progetto ReNature

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In occasione della Giornata Mondiale Onu della Fauna Selvatica celebrata a inizio marzo, il Wwf ha rilanciato ReNature, un progetto che mira a ricreare 350 milioni di ettari di aree verdi per la lotta alla crisi climatica (e alla creazione di nuovi posti di lavoro). Ripristinare le grandi aree di alberi ad alto fusto entro il 2030 non solo aiuterebbe a salvaguardare il ‘capitale verde’, ma potrebbe generare 140 miliardi di euro l’anno. «L’unico modo per garantirci un futuro sul Pianeta, in equilibrio con la ricchezza di vita che ospita, è aumentare gli sforzi di conservazione della natura», si legge nel report. 

Foreste, praterie e zone umide – normalmente vittime di disboscamenti e distruzione – assolvono, tra le altre cose, a cinque compiti indispensabili: preservano la biodiversità, collaborano alla mitigazione del riscaldamento globale, intrappolano gli agenti inquinanti, prevengono il dissesto idrogeologico, rilasciano ossigeno. Soltanto la rinaturalizzazione degli ecosistemi verdi – sottolinea il nuovo studio –, contribuirebbe «a più di un terzo degli sforzi necessari per mitigare il cambiamento globale entro il 2030». E anche a rilanciare l’occupazione.