Uso del suolo e impollinazione delle piante selvatiche

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I cambiamenti nell’ambiente sono spesso da collegare a un diffuso uso intensivo del suolo che riduce l’impollinazione e il successo riproduttivo delle piante selvatiche.

Un team internazionale di ricercatori guidati del Centro tedesco per la ricerca integrata sulla biodiversità (iDiv), la Martin Luther University Halle-Wittenberg (MLU) e il Centro Helmholtz per la ricerca ambientale (UFZ) ha fornito prove scientifiche del collegamento tra l’utilizzo umano del suolo e l’impollinazione delle piante, Un processo complesso tanto che, al momento, non è possibile prevedere quali tipi di piante saranno più colpite da questo fenomeno. Diverse specie di impollinatori possono avere risposte differenti ai cambiamenti nell’uso del suolo. Per esempio, alcune pratiche agricole possono aumentare l’abbondanza delle api ma ridurre la presenza di altri impollinatori come le api selvatiche e le farfalle.

Le piante e i loro impollinatori hanno sviluppato relazioni nel corso di milioni di anni e ora le attività umane le stanno modificando nel corso di qualche anno. Per indagare questo processo, sono stati analizzati i dati di oltre 2.000 esperimenti, riferiti a più di 1.200 piante con una vasta distribuzione territoriale. I risultati mostrano che le piante che hanno ricevuto manualmente del polline supplementare rispetto a quello naturale producono un numero maggiore di frutti e di semi. Pertanto, l’uso intensivo del suolo è collegato a un minore successo riproduttivo delle piante a causa della limitazione del polline, dovuto al declino degli impollinatori. Questo aspetto suggerisce che in futuro l’efficacia riproduttiva faciliti le specie vegetali che hanno un’impollinazione più generalizzata e meno dipendente da un’unica specie di impollinatori, come per esempio le api.

Riferimento: German Centre for Integrative Biodiversity Research (iDiv) Halle-Jena-Leipzig

https://phys.org/news/2020-08-land-use-disrupts-wild-pollination-global.html

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Preside presso l'ITT CAT Carlo Bazzi di Milano e Vice Presidente AIAPP sez. Lombardia con delega alla formazione, libero professionista, ha sviluppato importanti esperienze lavorative sul paesaggio sia in ambito privato che in ambito pubblico in Italia e all'estero. Dal 1994 cultore della materia e dal 2010 al 2016 è stato docente a contratto di Architettura del Paesaggio presso il Politecnico di Milano, dove ha portato avanti ricerche e progetti sul Landscape e sulle smart land. Docente presso la Scuola Arte e Messaggio nel Corso di Progettazione dei giardini. Consulente di Myplant&garden dal 2015 e Responsabile del progetto Myplantech.