Regno Unito: uffici sempre più verdi

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L’esperienza Covid ha provocato e comportato molti cambiamenti nel mondo del lavoro. Tra questi, la richiesta di sempre più verde negli uffici. Una tendenza, in realtà, in atto da qualche anno, ma che le vicende del 2020 hanno amplificato ulteriormente.

Molti sviluppatori e immobiliaristi britannici hanno compreso da tempo che la cura del paesaggio all’esterno degli edifici garantiva maggio valore e rendita di mercato. L’aggiunta di balconate, terrazze e roof garden ha seguito questa scia, garantendo un vantaggio competitivo – apprezzabile anche nel mercato delle abitazioni – rispetto agli immobili sprovvisti di spazi aperti e verdi.

Ora, la tendenza sembra essere quella dei micro-paesaggi interni, tema sul quale i costruttori britannici hanno i radar accesi.

Di recente, il valore screscente degli spazi verdi è diventato oggetto delle pressioni delle autorità locali per il miglioramento delle infrastrutture verdi e l’aumento delle superfici delle nuove costruzioni destinate a verde. La pandemia ha dato impulso a queste visioni: più lavoro da remoto, spazi domestici da rimodulare, nuova consapevolezza – e quindi richiesta e necessità – di spazi verdi pubblici, volontà delle aziende di ridurre costi di struttura e impronta ambientale, almeno in termini di compensazioni. Poi ci sono esempi di soluzioni diverse, adottate – o allo studio – da alcuni marchi di rilevanza mondiale per i quali il presidio degli uffici è un fattore strategico e difficilmente prescindibile. Per ovviare a ciò, la loro priorità è offrire incentivi per favorire il rientro dei lavoratori, rendendo gli uffici sempre più ospitali e sempre meno… uffici.

Tra aree di fuga, spazi yoga, fattorie sui tetti, servizi di riparazione e deposito di biciclette, percorsi di incontro “walk-and-talk “, ristoranti, ecco le strade interne complete di alberi, pareti verdi e giardini d’inverno.