Pandemie delle piante e degli animali

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Le epidemie non sono limitate agli esseri umani, ma possono colpire anche animali e piante. La grande carestia causata dalla ruggine delle patate in Irlanda (1845 – 1849) provocò un milione di morti e fece emigrare un altro milione di persone, mentre la diffusione della peronospora in Europa causò altre 100.000 vittime. Il virus della peste bovina nell’Africa sub-sahariana è stato devastante, facendo morire circa il 90% dei bovini infetti, nonché molte pecore e capre. La conseguente carestia ha ucciso milioni di persone, compreso un terzo della popolazione dell’Etiopia e due terzi dei Masai. La perdita di animali al pascolo ha anche trasformato le praterie in piccoli boschi, che hanno facilitato la riproduzione della mosca tse-tse, provocando un elevato numero di decessi causati dalla malattia del sonno. Un esempio più recente di epidemia animale è stato un focolaio costituito da più di 2.000 casi di afta epizootica nel Regno Unito nel 2001, che ha provocato la macellazione di oltre sei milioni di bovini e ovini per un danno di oltre 11 miliardi di dollari.

Le infrastrutture di ricerca AgriFoodTech, entrate nell’era digitale, effettuano analisi di grandi quantità di dati, con test molecolari accurati (sequenziamento del DNA, rilevamento basato su anticorpi, cromatografia e spettrometria) in modo da operare per la fenotipizzazione delle piante, la gestione di eventuali malattie, la selezione molecolare e lo sviluppo di nuove cultivar. Quindi operano per la sorveglianza della biosicurezza e per facilitare la sana riproduzione della vegetazione.

Alcuni di questi laboratori stanno operando per essere coinvolti anche sullo screening medico di persone, avendo un know how molto più ampio delle procedure sanitarie standard, perché il miglioramento genetico delle piante coinvolge centinaia di migliaia di campioni che devono essere analizzati ed elaborati. Inoltre, un programma integrato di biosicurezza per monitorare parassiti e malattie nel settore agricolo fornisce un alto grado di sovrapposizione in termini di attrezzature, reagenti e competenze con le risorse necessarie per gestire epidemie umane e pandemie. Per esempio, sono costantemente attivi programmi di sorveglianza per monitorare le malattie degli animali, come la peste suina africana. Questa malattia è scoppiata in Cina e ha devastato la loro industria di produzione di carne suina, per questo si è dovuto operare in modo da evitare l’ingresso in Nord America, che avrebbe avuto conseguenze devastanti.

Una efficacia di risposta alla pandemia in campo agricolo rappresenta un’opportunità per il mondo scientifico di rispondere con tempestività a un eventuale pandemia umana.

Infrastruttura Agtech e suo possibile utilizzo per le pandemie umane

  1. a) Schema utilizzato abitualmente per l’analisi genotipica e fenotipica delle piante per la riproduzione e la sorveglianza delle malattie delle colture. b), Adattamento del processo agtech per la diagnostica e la tracciabilità di una pandemia umana. (1) L’acquisizione di immagini (sensori remoti o sul campo) verrebbe sostituita dall’acquisizione di campioni di pazienti (qui indicati come tampone nasofaringeo o sangue). (2) Campioni per analisi molecolare (DNA, RNA o proteine). (3) Acquisizione dei dati e relative analisi. (4) La valutazione di nuove cultivar sarebbe sostituita dalla rilevazione informatizzata dell’RNA virale o delle proteine (o dalla rilevazione di anticorpi neutralizzanti). (5) La selezione delle cultivar più adatte per la riproduzione verrebbe sostituita dalla conferma delle diagnosi dei pazienti.

Riferimento: Steven R. Webb, Richard M. Twyman, Maurice Moloney, Agtech infrastructure for pandemic preparedness, in Nature Biotechnology, volume 38, pagine 1025 – 1027, 2020

https://www.nature.com/articles/s41587-020-0654-5

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Preside presso l'ITT CAT Carlo Bazzi di Milano e Vice Presidente AIAPP sez. Lombardia con delega alla formazione, libero professionista, ha sviluppato importanti esperienze lavorative sul paesaggio sia in ambito privato che in ambito pubblico in Italia e all'estero. Dal 1994 cultore della materia e dal 2010 al 2016 è stato docente a contratto di Architettura del Paesaggio presso il Politecnico di Milano, dove ha portato avanti ricerche e progetti sul Landscape e sulle smart land. Docente presso la Scuola Arte e Messaggio nel Corso di Progettazione dei giardini. Consulente di Myplant&garden dal 2015 e Responsabile del progetto Myplantech.