Imballaggi commestibili in orbita

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Nello spazio non c’è spazio da sprecare. Ognuno dei 388 metri cubi disponibili a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), è vitale per gli astronauti, per le loro attrezzature e per i loro esperimenti. Una buona gestione dei rifiuti e delle risorse è pertanto una necessità. Con questi obiettivi, l’astronauta francese Thomas Pesquet ha ipotizzato di limitare i rifiuti e gli imballaggi riciclandoli o mangiandoli.

Al ritorno dal suo primo soggiorno in orbita, da novembre 2016 a giugno 2017, Pesquet aveva fatto notare che i bagagli occupavano troppo spazio, dato che attualmente le casse utilizzate sulla ISS sono assemblate con schiume grigie a base di derivati del petrolio. che sono ingombranti e inutili a bordo. Il Centro Studi Spaziali (Cnes) di Tolosa ha affrontato la questione e ha realizzato dei prototipi di imballaggi riciclabili, biodegradabili o commestibili da testare nell’ambito della missione Alpha, che il 22 aprile 2021 ha mandato Thomas Pesquet nello spazio per sei mesi. Tra i materiali utilizzati vi sono i dolci, come il pan di zenzero o le madeleine, in quanto hanno proprietà meccaniche superiori ad altri alimenti, come le gallette di riso o di mais, il pane per tramezzini o le paste a base di frutta. Per esempio, una borsa da trasporto ha una torta di mandorle nel coperchio, madeleine sul fondo e pan di zenzero sui lati. Infatti, tra le difficoltà incontrate c’era la necessità che le protezioni completamente commestibili avessero la rigidità sufficiente per resistere alle vibrazioni provocate da un lancio spaziale. In questa direzione vi è anche l’utilizzo del polidrossialcanoato (PHA), fabbricato dalla fermentazione batterica, quindi una schiuma a base biologica e biodegradabile, per isolare gli astronauti dalle vibrazioni durante la salita alla ISS con il razzo Space X di Elon Musk. Questa bioplastica è indigeribile, ma riciclabile al 100%, per cui potrebbe alimentare una stampante 3D, dopo essere stata fusa, o essere utilizzata per la coltivazione di piante.

L’astronauta francese verificherà quindi che i materiali commestibili abbiano adempiuto al loro compito di proteggere le cose trasportate, ispezionando il contenitore e il contenuto e rispondendo a un questionario dettagliato. Ma non ci si aspetta che Pesquet si goda questi dolci piatti durante la sua missione, poiché il processo per ottenere l’autorizzazione è lungo e complesso rispetto all’obiettivo di verificare la buona resistenza dell’insieme, per cui le prove di assaggio verranno svolte in una seconda fase, dai futuri astronauti. Si cercano assaggiatori…

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Preside presso l'ITT CAT Carlo Bazzi di Milano e Vice Presidente AIAPP sez. Lombardia con delega alla formazione, libero professionista, ha sviluppato importanti esperienze lavorative sul paesaggio sia in ambito privato che in ambito pubblico in Italia e all'estero. Dal 1994 cultore della materia e dal 2010 al 2016 è stato docente a contratto di Architettura del Paesaggio presso il Politecnico di Milano, dove ha portato avanti ricerche e progetti sul Landscape e sulle smart land. Docente presso la Scuola Arte e Messaggio nel Corso di Progettazione dei giardini. Consulente di Myplant&garden dal 2015 e Responsabile del progetto Myplantech.