Il green trend delle abitazioni

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Smart house, case-terrazze, community sono alcuni dei termini che sempre di più rappresenteranno tendenze e scelte vitali per le case a prova di pandemia. Dai centri di ricerca e dalle proposte di progettisti, costruttori e real estate developer di tutto il mondo sono emerse alcune tendenze su come dovranno essere gli edifici residenziali.

Queste tendenze, che sembrano essere comuni in tutti i paesi, provengono da scelte di architettura e di arredamento di impronta hi tech e al tempo stesso ecosostenibili, anticipate e applicate da diversi anni in quelle gated community autosufficienti di famiglie molto abbienti (per lo più negli USA) alle quali le grandi società di real estate con i loro eserciti di progettisti e tecnologi hanno assicurato un modo di vivere esclusivo.

Il trend però è inarrestabile. In Cina sono stati progettati per Vantone Group (un gigantesco operatore immobiliare cinese di impostazione green) una serie di edifici totalmente autosufficienti, di totale ecosostenibilità e di alto pregio per i suoi paesaggi climatici-olfattivi-sonori, variabili secondo il principio del sense-time-based, ma accessibili e, contrariamente alle community miliardarie americane, aperto alla comunità. Soluzioni che ora sono in gran parte copiabili, e per di più in gran parte finanziabili dai provvedimenti presi in molti Paesi occidentali e dal governo italiano con l’Ecobonus 2020. Una convenienza che si confermerà sempre di più perché la filiera industriale sta adeguandosi velocemente alle mutate esigenze di un mercato che dovrà fare i conti in futuro con progressivi e imponenti cambiamenti di carattere sanitario e ambientale. Il vero lusso, come hanno dichiarato in coro a Forbes, al Los Angeles Times allo scoppiare dell’epidemia, i maggiori developer e promoter immobiliari americani, è infatti la salute coniugata in tutte le sue forme, con la depurazione dell’acqua e dell’aria, con sanificazioni automatiche.