Diamoci un calcio!

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Il ritorno del calcio giocato è, al momento, un sintomo di rinascita del Paese. E di un’industria sportiva che conta 13.000 campi da gioco dilettantistici da fornire e manutenere.

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Il calcio è la quarta industria italiana, conta 32milioni di appassionati, un milione e mezzo di tesserati, quasi 13mila società italiane e 83mila squadre (dati Figc).

Il calcio dilettantistico e giovanile rappresenta la principale fetta del movimento sportivo in Italia, con un valore pari all’incirca il 25% dei tesserati totali delle 45 federazioni affiliate al CONI.

 

Dei 13mila terreni da gioco (ca 9mila da 11, 2.300 da per il calcio a 5), il 50% è in erba naturale, il 18% in erba artificiale, il 13% in terra battuta. Altre soluzioni (terra, parquet, erba, erba sintetica e altro, anche in combinazione) riguardano per lo più i campi da gioco coperti.

Di là dai grandi numeri riportati quotidianamente dalle cronache, attorno al calcio giocato, e a renderlo possibile, c’è un business molto importante composto da più voci: c’è chi gioca e chi sta dietro la scrivania, e c’è chi decide gli investimenti per il verde, dal rifacimento del terreno di gioco alla cura del verde dei campi, alle macchine da taglio. Una filiera che coinvolge produttori, tecnici specializzati e distributori. Poi va considerato che oltre al rettangolo verde c’è un grande mercato delle tribune e dell’impianto sportivo in generale.

A proposito di stadi, qualche numero interessante. Dal 2007 al 2017 in Europa sono stati investiti 14miliardi di euro nella costruzione e/o ristrutturazione degli stadi. Polonia (26 impianti), Germania (16), Turchia (13) e Francia (11) guidano la speciale classifica. Chi ha investito invece di più è la Russia: 2,2miliardi di euro per la realizzazione di 6 nuovi stadi.

Un business tutto da sviluppare, forse ancora poco esplorato da molte imprese italiane, fra taglio e manutenzione del verde.

Già, il verde. Un verde spesso protagonista anche al di fuori dei grandi stadi professionistici, presente nella rigenerazione e riqualificazione dei quartieri attigui. Come potrebbe accadere a Milano, dove l’ambizioso progetto di costruire un nuovo Stadio di San Siro e recuperare delle porzioni del vecchio impianto, sembra essere immerso del verde e circondato da un grande parco dello sport, attorniato e a tratti coperto dal verde, tra campi multisport, piste ciclabili e spazi per attività motorie all’aperto.