Biostimolanti e biopesticidi per un’agricoltura più verde

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Il mercato dei prodotti biologici agricoli, come biostimolanti, biopesticidi e biofertilizzanti, è in rapida crescita poiché l’agricoltura nel suo complesso cerca di spostarsi verso modi più sostenibili per aumentare i raccolti, con nuovi metodi di protezione delle colture e per ridurre l’uso di sostanze chimiche di sintesi. Il rapporto di IDTechEx, società di ricerca sulle tecnologie emergenti, su Biostimolanti e biopesticidi 2021-2031: tecnologie, mercati e previsioni, fornisce un’analisi completa dei mercati e delle tecnologie di queste sostanze emergenti, prendendo in esame varie famiglie di prodotti e oltre 40 aziende, con una previsione di mercato decennale, in cui il totale dei prodotti biologici agricoli raggiungerà $ 19,5 miliardi, di cui il settore dei biostimolanti varrà $ 7,5 miliardi, mentre quello dei biopesticidi raggiungerà $ 12 miliardi. 

I biostimolanti sono sostanze di derivazione biologica che possono essere applicati alle piante o al suolo per migliorare l’assorbimento dei nutrienti e la tolleranza agli stress, in modo da ottimizzare le condizioni di crescita delle coltivazioni, in alternativa ai tradizionali fertilizzanti e pesticidi. Per esempio, la start-up californiana Pivot Bio sta sviluppando PROVEN, un trattamento delle sementi che utilizza batteri azotofissatori geneticamente modificati per formare una relazione simbiotica con le radici delle piante di mais, al fine di aumentare l’assorbimento dei nutrienti.

I biopesticidi sono a base di microbi o di prodotti naturali, con numerosi vantaggi rispetto ai pesticidi chimici sintetici: sono intrinsecamente meno tossici e generalmente colpiscono solo il parassita bersaglio e gli organismi strettamente correlati, a differenza dei pesticidi convenzionali ad ampio spettro che possono colpire organismi diversi come uccelli, insetti e mammiferi. I biopesticidi sono spesso efficaci in quantità molto piccole e si decompongono rapidamente, evitando problemi di inquinamento, soprattutto se utilizzati come componenti di strategie di gestione integrata dei parassiti.

Tuttavia, ci sono ancora diversi ostacoli da superare prima che le industrie dei biostimolanti e dei biopesticidi possano raggiungere il loro pieno potenziale. Le normative sono ancora in evoluzione ed entrambe le categorie di prodotti richiedono una definizione formale e dei percorsi normativi chiari. I biostimolanti dovrebbero rientrare in categorie normative adeguate che ne certifichino l’efficacia e le prestazioni, mentre sfuggono del tutto alla regolamentazione, entrando in un mercato affollato con poche garanzie di qualità del prodotto. I biopesticidi, invece, affrontano la sfida opposta: spesso devono passare attraverso lo stesso processo di registrazione dei pesticidi chimici sintetici con requisiti poco adatti alle loro caratteristiche, come, per esempio, la purezza, complicandone l’immissione sul mercato.

Inoltre, la produzione dei prodotti biologici per l’agricoltura è frammentata, per cui è difficile per le imprese differenziarsi e per gli agricoltori conoscere le differenze tra le sostanze, di conseguenza danneggiando la credibilità del settore e ostacolandone la crescita. 

La ricerca completa può essere acquistata su: 

https://www.idtechex.com/en/research-report/biostimulants-and-biopesticides-2021-2031-technologies-markets-and-forecasts/773

 

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Preside presso l'ITT CAT Carlo Bazzi di Milano e Vice Presidente AIAPP sez. Lombardia con delega alla formazione, libero professionista, ha sviluppato importanti esperienze lavorative sul paesaggio sia in ambito privato che in ambito pubblico in Italia e all'estero. Dal 1994 cultore della materia e dal 2010 al 2016 è stato docente a contratto di Architettura del Paesaggio presso il Politecnico di Milano, dove ha portato avanti ricerche e progetti sul Landscape e sulle smart land. Docente presso la Scuola Arte e Messaggio nel Corso di Progettazione dei giardini. Consulente di Myplant&garden dal 2015 e Responsabile del progetto Myplantech.