Agricoltura simbiotica | Micosat

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Il Centro Colture Sperimentali (C.C.S.) è un’azienda situata in Valle d’Aosta, che ha scelto di specializzarsi in biotecnologie, la cui attività è indirizzata alla ricerca, alla selezione e alla commercializzazione di microrganismi utili per l’impiego nel campo dell’agricoltura simbiotica.

Per agricoltura simbiotica si intende un processo di coltivazione e di allevamento che prevede per il suolo agricolo l’uso di una microbiologia positiva (funghi, batteri e lieviti). Tutto ciò, favorisce la crescita e lo sviluppo delle piante, dei loro frutti, la fertilità del terreno e la sua salubrità, in quanto nel suolo si sviluppano in modo sinergico, a contatto con le radici, delle comunità microbiche, i cui principali attori sono i funghi micorrizici, che aumentano l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle piante. Quest’ultime, contribuiscono al superamento di quegli stress cosiddetti “abiotici”, come la siccità e lo sbalzo termico. In tal modo, vi è uno scambio reciproco tra la pianta e i microrganismi, a cui la pianta cede sostanze energetiche e loro ricambiano fornendo alla pianta un maggior apporto nutritivo. Tale legame funzionale, prende il nome di micorriza.

C.C.S. è produttore leader in Europa di una biotecnologia microbica (microbiota) della rizosfera, denominata Micosat,F®, e costituita da microrganismi selezionati per incentivare il miglior benessere delle piante, partendo da una colonia di funghi micorrizici, batteri della rizosfera promotori della crescita, e funghi saprofiti. Per la produzione di inoculi micorrizici esistono due possibilità: in vivo o in vitro. C.C.S. è oggi una delle poche aziende al mondo che adotta la tecnica più articolata e costosa della replicazione in vivo, in quanto permette di ottenere un prodotto di alta qualità (assenza di OGM, contaminanti e patogeni ), il più vasto trasferimento del patrimonio genetico e della maggior efficacia nelle principali colture agricole. Pertanto, per la riproduzione dei funghi micorrizici servono delle piante ospiti (essendo dei simbionti). Quindi, questo procedimento necessita di un gran numero di serre, vasi e piante, di un lungo periodo di tempo per la crescita, di manodopera specializzata, di una selezione e dell’uso di substrati inerti e materiali che garantiscano l’assenza di patogeni e/o contaminanti. L’associazione fungo-pianta permette alle generazioni future dei funghi riprodotti di mantenere il patrimonio genetico completo e una morfologia che riesce ad adattarsi meglio alle diverse condizioni che troverà nel suolo una volta impiegato.

All’opposto, la replicazione in vivo, utilizzata dalle aziende per mantenere bassi i costi, produce condizioni scarsamente adattabili alle applicazioni in campo e soprattutto mostrano risultati per lo più modesti.

Grazie alla micorrizazione, vi è un notevole aumento dell’apparato radicale della pianta, che comporta un aumento delle capacità di assorbimento e immagazzinamento dell’acqua; un elevato assorbimento degli elementi nutritivi già presenti nel suolo o in quelli aggiunti; una maggiore tolleranza agli stress; una induzione preventiva delle autodifese presenti nelle piante; un ripristino della biodiversità microbica del suolo, parte integrante della fertilità;

La creazione di questo particolare microambiente che si viene a creare nella rizosfera, ovvero la zona del terreno che circonda la pianta, genera un’attività di antagonismo per sottrazione di spazio ai patogeni radicali, che permette alla pianta una migliore sanità.

Rispetto al raccolto, la micorriza contribuisce all’aumento della pezzatura dei frutti, in seguito alla maggior nutrizione che la pianta riesce a sfruttare; riduce le fallanze per la preventiva azione di antagonismo svolta dai funghi saprofiti; anticipa e rende omogenea la maturazione; dona maggiore uniformità nei prodotti raccolti, grazie alla riallocazione delle risorse tra di essi; prolunga la conservabilità dei frutti per l’elevata presenza di antiossidanti; valorizza le caratteristiche organolettiche per l’aumento dei fenoli. In definitiva, questa tecnologia riduce l’impatto ambientale, migliorando la qualità e gli aspetti nutraceutici degli alimenti.